Santissimo Sacramento

(46/319) Domenica 15 febbraio 2026
SS. Faustino e Giovita
(Festività Patronale BRESCIA)
Inverno
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Parrocchia del Santissimo Sacramento

Via Angelo Celli, 10

Frascati

Parroco: Don Franz Vicentini

PARROCCHIA SS. SACRAMENTO


  

In questa colonna, su richiesta del Parroco don Franz, ospitiamo temporaneamente le comunicazioni relative alla Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore di Cocciano

Lo stesso Parroco cerca un volontario che si occupi della gestione del sito parrocchiale.

  
PARROCCHIA
SAN GIUSEPPE LAVORATORE
COCCIANO
via Giuseppe Romita, 1
00044 Frascati (RM)
Tel. 06 941 9798
Sante Messe
Giorni feriali: ore 18,00
Giorni festivi: ore 8,00 - 11,00 - 18,00
Sabato 7 marzo 2026

PELLEGRINAGGIO AD ASSISI



BEATA VERGINE
DEL ROSARIO DI POMPEI
CARITAS DIOCESANA

Via Vittorio Veneto 44

LU - ME - VE  dalle 9,00 alle 12,00

Tel. 06 941 69 73 - 06 940 16 687

 

Il “lavoro” nella vita della parrocchia
 
Nei vangeli è scritto che Gesù viene considerato come un modesto lavoratore, appartenente alla famiglia di un falegname, con un tenore di vita modesto, e non certamente quel “profeta” atteso dal popolo di Israele. (cfr. Mc 6,1-6).
Un “Dio falegname” è motivo di scandalo ed i suoi compaesani non accettano tutto questo. In realtà Gesù, il figlio del falegname Giuseppe, è stato per quasi tutta la vita in famiglia, e parliamo di trent’anni, un modesto lavoratore come tanti del suo tempo.
Eppure, il lavoro è manifestazione di dignità, indipendentemente dal lavoro che viene svolto.
Purtroppo, noi siamo sottoposti a delle categorie di giudizio che qualificano la persona in base al suo lavoro, per cui c’è un abisso di considerazione tra il netturbino ed il direttore di banca. Dimentichiamo il valore della persona, indipendentemente dal lavoro che svolge.
Un po’ questo avviene anche nella realtà delle comunità di fede, perché il ministero del sagrista, ed uso il termine ministero per definire un ruolo chiaro all’interno della Chiesa, è sottovalutato rispetto agli altri servizi. Il valore è sempre nella persona, per cui il sagrista o la brava donna che pulisce in chiesa o aggiusta i fiori svolge un “ministero”, cioè risponde ad un mandato ed anche ad un carisma.
Non so quando arriveremo a comprendere che siamo prima di tutto “battezzati” e quindi viviamo una appartenenza alla Chiesa in quanto figli di Dio, ed è questa una figliolanza confermata dal Sacramento del battessimo.
Segue nella vita della Chiesa lo svolgimento di un ministero, diverso per dono di Dio, per cui c’è chi svolge il ministero sacerdotale o diaconale, oppure il lettore o il corista, il sagrista o la religiosa, la catechista o l’insegnante di religione.
Tanti altri ancora possono essere i ministeri, ma tutti rispondono ad un carisma che viene da Dio, cioè ad una chiamata del Signore, che bisogna saper cogliere nella propria vita interiore.
Un fedele che vuole svolgere un ministero nella propria parrocchia deve prima di tutto nel silenzio della preghiera invocare lo Spirito Santo ed essere illuminato sul carisma che ha ricevuto. Il ministero o lavoro da svolgere nella vita di una parrocchia è il frutto di un carisma e di un dono di Dio.
Se un fedele va dal parroco e chiede di collaborare in parrocchia, la risposta del parroco, grato per la disponibilità, è una sola: prega il buon Dio perché ti faccia comprendere cosa è bene che tu faccia per la comunità e quindi manifestare il carisma ricevuto.
Alla domanda “cosa fai in parrocchia?” la risposta può essere una sola: svolgo un ministero, quello che il buon Dio mi ha fatto scoprire con il dono del carisma.
Un giorno comprendere come la vita della parrocchia è un insieme di carismi che diventano ministeri per servire la comunità.

 


 I Sacramenti

IL BATTESIMO

Il Battesimo (dal greco baptìzo, immergo) è il sacramento che, immergendoci nel mistero pasquale, ci fa morire al peccato e rinascere nella nuova vita della grazia. Il Battesimo “fa” il cristiano, aprendo la porta a tutte le altre fonti di santificazione sacramentale che lo presuppongono e lo richiedono; fonda la vita cristiana e contiene in germe tutti i suoi sviluppi futuri. Esso ci rende figli adottivi di Dio, fratelli di Gesù Cristo, membra del suo corpo mistico, templi vivi dello Spirito Santo.

Il battesimo cancella il peccato originale, ecco il motivo per cui la Chiesa lo amministra ai bambini. La cancellazione del peccato originale coincide con l'’infusione della grazia, poiché il peccato originale altro non è che la privazione della grazia. Negli adulti il battesimo cancella anche tutti i peccati attuali. Il carattere battesimale rende inoltre capaci di ricevere tutti gli altri sacramenti, i quali senza di esso sarebbero invalidi.

Il celebrante versa tre volte l’acqua sul capo del battezzando, pronunciando le parole: “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Seguono l'’unzione con il Crisma (a significare la nuova dignità di cristiano), la vestizione con l’'abito bianco (simbolo di immortalità ed incorruttibilità), la consegna della luce (il cristiano è un “illuminato”).

  LA CRESIMA

La Cresima è il sacramento che ci rende cristiani completi e ci fa entrare nell’'età adulta da un punto di vista spirituale. In essa il battezzato riceve il dono dello Spirito Santo che, nella Pentecoste, fu mandato dal Signore risorto sugli apostoli.

Il rito della Cresima consiste nell’'ungere a forma di croce la fronte del cresimando con il sacro Crisma (olio profumato), pronunciando le parole: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”. Il Crisma ha una simbologia molto ricca: l’'olio rappresenta, infatti, l'’unzione dello Spirito Santo.

La Cresima, in genere, viene amministrata dal Vescovo, poiché questo è il sacramento della perfezione cristiana ed è quindi assai conveniente che sia il Vescovo il suo ministro, in quanto possiede la pienezza del potere sacramentale. Il Crisma viene consacrato dal Vescovo nella funzione del Giovedì Santo.

L'EUCARESTIA

L’Eucaristia (che letteralmente significa “azione di grazie”, “ringraziamento”) è il sacramento che sotto le specie o apparenze del pane e del vino contiene realmente il corpo ed il sangue di Cristo. L'’Eucaristia, in sé, non è soltanto un sacramento, ma è anche un sacrificio (e da questo punto di vista viene più comunemente chiamata Santa Messa).

 Il sacramento è qualcosa che ci viene donato, il sacrificio è qualcosa che viene offerto a Dio. Nell’'Eucaristia intesa come sacramento il Signore si dona a noi per riempirci con la sua grazia, nell’'Eucaristia intesa come sacrificio si rinnova la sua offerta al Padre per la nostra salvezza. Lo scopo principale dell’Eucaristia come sacramento è la santificazione dell'’uomo, quello dell'’Eucaristia come sacrificio è la glorificazione di Dio. Come sacramento, poi, l’'Eucaristia è una realtà permanente (Santissimo Sacramento), mentre come sacrificio è una realtà che si realizza durante la Santa Messa.

      In forza delle parole della consacrazione, nell’'ostia e nel contenuto del calice si fa presente direttamente la sostanza del corpo e del sangue di Cristo. La transustanziazione (così viene chiamata la trasformazione, mediante la consacrazione, del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore) lascia immutato l'’aspetto esteriore del pane e del vino.

Essendo data sotto forma di cibo, l’'Eucaristia ha come effetto quello di nutrire l’'anima e, visto che l'’anima si può nutrire solo della grazia di Dio, di accrescere la grazia santificante. Inoltre, il cibarsi indica che ciò che viene santificato diventa una cosa con noi.

Durante la Messa, il sacerdote consacra l’'Eucaristia, pronunciando le parole a nome di Gesù. Una volta che la vittima divina è stata resa presente sull’'altare, tutti i fedeli presenti si uniscono al celebrante e concorrono con lui nell’'offrirla al Padre.

Il sacrifico eucaristico è un sacrificio di adorazione e di lode, di ringraziamento, di riparazione dei peccati e di impetrazione di grazie. Esso viene offerto per i vivi e per i defunti. Oltre al frutto “generale”, che riguarda la Chiesa e tutto il mondo, la Santa Messa ha anche un frutto “specialissimo” riguardante coloro che vi partecipano (il celebrante ed i fedeli), in più può avere un frutto “speciale” per coloro per cui viene fatta celebrare.

 LA CONFESSIONE

La Confessione è il sacramento che, mediante l’'assoluzione da parte del sacerdote, conferisce il perdono dei peccati commessi dopo il Battesimo a chi, sinceramente pentito, li confessa e accetta di compiere quegli atti imposti dal confessore. Il fondamento di questo sacramento si può ritrovare nel potere di rimettere e ritenere i peccati e di legare e sciogliere dato da Cristo ai suoi apostoli. È, quindi, la Chiesa che ha il potere di assolvere tutti i peccati, non importa quale sia la loro gravità.

La vita cristiana è vita di conversione. E il sacramento della Confessione, vissuto con pienezza ed intensità, costituisce il traguardo di un cammino di fede e di conversione; è il segno mediante cui chi ha accolto l'’annuncio salvifico della parola di Dio, mosso dallo Spirito Santo, riconoscendosi peccatore e perciò bisognoso della misericordia divina ritorna a Dio chiedendogli il perdono in modo da poter celebrare con i confratelli la riconciliazione. L'’intima conversione del cuore viene espressa dal peccatore mediante la confessione fatta a Dio ed alla Chiesa, e con la debita soddisfazione e l'’emendamento della vita.

Costitutivi del sacramento sono quindi gli atti del penitente (la contrizione, la confessione e la soddisfazione) e l’'assoluzione da parte del ministro. Il ministro del sacramento della Penitenza deve essere un Presbitero.

La Penitenza è un sacramento di assoluta necessità per chi abbia commesso dei peccati gravi dopo il Battesimo.

La confessione dei peccati deve avere alcune caratteristiche: deve essere semplice, umile, pura nelle intenzione, segreta, discreta, sincera, orale, dolorosa, disposta all’'obbedienza. Deve esprimersi in modo ecclesiale perché il pentimento sia veramente e totalmente umano e cristiano. E’ necessario confessare ad uno ad uno tutti i peccati mortali dei quali ci si ricordi commessi dopo l’ultima confessione valida. La Chiesa raccomanda la confessione anche dei peccati veniali, anche se questa non è necessaria, poiché tali peccati non sono in grado di farci perdere la grazia santificante.

Il senso profondo dell’'assoluzione che il ministro pronuncia è quello di accogliere il fratello, in nome di Dio che lo perdona, e decidere la sua riammissione nella Chiesa. Ovviamente, l’'assoluzione non può essere impartita se sono assenti una o più delle altre tre componenti del sacramento della Penitenza e quindi il sacramento si presenti “materialmente” difettoso.

L'UNZIONE DEGLI INFERMI

L’Unzione degli infermi è il sacramento in cui, per tramite dell'’olio consacrato e la preghiera del sacerdote, viene concessa al malato la grazia che corrisponde al suo particolare stato di debolezza e di prova, il bene dell’'anima e, talvolta, persino del corpo.

L'’Unzione degli infermi è il sacramento della santificazione della malattia, in quanto unisce il malato a Gesù sofferente che espia i peccati del mondo. Per ricevere questo sacramento è necessario versare in una situazione di pericolo, dovuta alla malattia o alla vecchiaia. Inoltre, in quanto si tratta di un sacramento dei vivi, è necessario che chi lo riceve sia nello stato di grazia e, possibilmente, che sia cosciente (per poter beneficiare pienamente degli effetti del sacramento).

Gli effetti di questo sacramento si distinguono in specifici ed occasionali. Un effetto specifico è l’'abolizione dell’'eredità del peccato, la quale risulta aggravata dalla malattia. L'’altro effetto specifico è il rinvigorimento spirituale, fino a far sì che il malato possa arrivare a trarre un vantaggio soprannaturale dalla sua malattia.

Gli effetti occasionali, invece, sono la remissione dei peccati (se il malato non l’'ha potuta ottenere per tramite del sacramento della Penitenza) e la guarigione fisica, qualora questa sia in qualche modo utile ai fini della salvezza eterna del malato.

 L'ORDINE SACRO

Il sacramento dell’Ordine è quello che, mediante l’imposizione delle mani e la preghiera del Vescovo, conferisce un potere spirituale stabilito da Cristo nella Chiesa, e la grazia necessaria al fine di poterlo esercitare in modo degno e gradito al Signore.

L’origine di questo Sacramento si può trovare nel fatto che Gesù conferì dei poteri particolari ai suoi apostoli, i quali poi, mediante l’imposizione delle mani, li trasmisero ai loro successori.

La pienezza del potere conferito dall’Ordine risiede quindi nei Vescovi, quali successori degli apostoli. Il sacramento dell’Ordine imprime un carattere particolare, il quale consiste nel fatto di rendere conformi a Cristo, facendo partecipare al suo sacerdozio.

Tutti i battezzati partecipano al sacerdozio di Cristo, ma, mentre il carattere battesimale ci rende a questo partecipi in quanto membri del corpo mistico del Figlio di Dio (sacerdozio comune), il carattere dell’'Ordine rende partecipi del sacerdozio di Cristo in quanto Egli è il Capo della Chiesa (sacerdozio ministeriale).

IL MATRIMONIO

L’alleanza matrimoniale, mediante la quale un uomo e una donna costituiscono fra loro un'’intima comunione di vita e di amore, è stata fondata e dotata di leggi proprie dal Creatore. Per sua natura è ordinata al bene dei coniugi così come alla generazione e all’'educazione della prole. Tra i battezzati è stata elevata da Cristo alla dignità di sacramento.

I ministri del Matrimonio sono gli stessi sposi. Il sacerdote che celebra il Matrimonio, infatti, non conferisce il sacramento, ma è solo un testimone qualificato del mutuo consenso degli sposi.

Il Matrimonio dona agli sposi la grazia di amarsi con l’amore con cui Cristo ha amato la sua Chiesa.

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